Del presente e del futuro della mobilità

Secondo il più recente “Osservatorio Continental Mobilità e Sicurezza” l’automobile oggi è il mezzo scelto di più dagli italiani: oltre un italiano su due (56,7%) si sposta in auto perché la ritiene il mezzo più sicuro con cui muoversi in epoca Covid. Ma non è solo questione di sicurezza. Le automobili sono percepite anche come sinonimo di prudenza e responsabilità. E questo induce anche coloro che prima della pandemia si spostavano solo con i mezzi pubblici a scegliere la propria vettura. I mezzi pubblici continuano a essere utilizzati, ma solo da due italiani su cinque (il 22,5%). Sempre secondo l’Osservatorio Continental, circa il 34,3% degli italiani ha cambiato le proprie abitudini di mobilità a fronte di ragioni legate alla paura – dei mezzi pubblici, dell’affollamento dei treni, di uscire di casa – e il 31,2% a cause oggettive, come lo smartworking.

Un ritorno alla normalità? Non a breve. L’83% degli intervistati del rapporto Continental dichiara che almeno fino a fine inverno manterrà queste abitudini. Il 70% addirittura sposta la data del ritorno alla normalità all’arrivo del vaccino o al livello zero di infezioni. In Europa la musica non è molto diversa. Una analisi di BEUC – European Consumer Organisation – dimostra che la pandemia ha avuto il maggior effetto sul trasporto collettivo (trasporto pubblico, taxi e car sharing) che viene percepito come una fonte di maggiore esposizione al rischio infezione.

34%
Gli italiani che hanno cambiato le proprie abitudini di mobilità a fronte di ragioni legate alla paura del covid

2° OSSERVATORIO CONTINENTAL

Mobilità e sicurezza 2020

Mobility habits following COVID-19

Indagine BEUC, 2020