Più sicurezza per gli e-Biker

Quando si parla di e-bike, non si può non affrontare un tema di importanza prioritaria: quello della sicurezza dei ciclisti. Secondo quanto ripotato da Focus2R, 253 delle 3.173 vittime della strada del 2019 in Italia sono stati ciclisti (+15% rispetto al 2018). Ma niente panico, la soluzione esiste: la comunità deve prendere atto che è in corso una rivoluzione della mobilità caratterizzata da un nuovo modo di spostamento e di occupazione delle strade. Alle istituzioni locali il compito di adeguare le infrastrutture e di fare campagne di educazione stradale; ai cittadini il dovere di un cambio di mentalità per imparare a convivere con una mobilità più eterogenea.

Certamente le casistiche sono influenzate anche dalla velocità che le e-bike possono raggiungere: 25 km/h per la categoria Pedelec – la più diffusa – e 45 km/h per la categoria S-Pedelec. Per questo, un progetto pilota condotto dal Governo olandese analizza la possibilità di applicare anche a queste bicilette sistemi di localizzazione e adattamento intelligente della velocità analoghi a quelli per le auto, al fine di identificare e comunicare una velocità massima alla e-bike in modo che la velocità venga regolata automaticamente.

Gli strumenti di localizzazione e adattamento della velocità sono solo alcune delle soluzioni offerte oggi dalla tecnologia per migliorare la sicurezza delle e-bike sulle strade, nell’ottica di una loro sempre maggiore penetrazione nel traffico cittadino.
La combinazione di scambi di dati in tempo reale tra infrastrutture intelligenti, utenti della strada e altre fonti apre opportunità per altre applicazioni. Ad esempio, i sistemi di localizzazione potrebbero anche essere utilizzati per regolare il traffico anche a favore dei ciclisti e creare un’“onda verde” di semafori sui percorsi principali. I pendolari in bicicletta potrebbero ricevere informazioni pertinenti per identificare il percorso più veloce, trovare meno traffico, individuare luoghi per caricare la e-bike in sicurezza.

Cicloturismo. Nuova frontiera del viaggio e perfetta leva di marketing territoriale

Il 2020, l’abbiamo visto, è stato l’anno della consacrazione della bici, non solo in città ma anche come mezzo elettivo per vacanze all’insegna della prossimità e della sicurezza. Essa rappresenta il segnale di un cambio di rotta nelle preferenze dei gusti di molti turisti che privilegiano un’esperienza slow, immersiva e sostenibile rispetto a un turismo “mordi e fuggi” che invece lascia poco – in termini di ricordo – al turista e molto – in termini di strascichi e stravolgimenti – al territorio ospitante.
La scelta di un itinerario ciclistico da percorrere in più tappe e nell’arco di diversi giorni è diventata accessibile ai più grazie alla continua espansione delle e-bike, un mezzo che ha permesso di uniformare il passo dei gruppi di ciclo turisti, consentendo ai meno allenati di uscire con i ciclisti esperti, di percorrere maggiori distanze e di muoversi su nuovi itinerari, anche più impegnativi.
Parallelamente, a livello territoriale, la progettazione di un circuito e la conseguente creazione di un network di imprese e istituzioni locali diventa una leva strategica per avviare progetti innovativi e sostenibili che contribuiscano ad aumentare il prestigio delle destinazioni aumentando, di conseguenza, la densità e la qualità dell’offerta territoriale. È il caso dei circuiti, tematici e territoriali, per la promozione della mobilità elettrica che caratterizzano il modello con cui Repower si è approcciata a questo settore a partire dal 2010.
Ad oggi sono 12 le ciclovie elettrificate da Repower con più di 400 host che si sono dotati di una soluzione di ricarica per e-bike… E siamo solo all’inizio di un viaggio che porterà a infrastrutturare sempre più percorsi turistici per ciclisti su tutto il territorio.