Le smart city italiane. Nuovi orizzonti e opportunità anche per la mobilità

Wifi gratuito, connessione veloce, disponibilità di app di pubblica utilità – tra cui anche molte legate alla mobilità – accessibilità online dei servizi pubblici: questi sono solo alcuni dei servizi che si stanno sempre più affermando nella città smart, rendendo il quotidiano delle comunità molto più semplice. Il 2020 non ha fatto che accelerare questa tendenza, da una parte rivelando ai cittadini quanto questa trasformazione renda le città più resilienti, dall’altra mostrando alle amministrazioni come la trasformazione digitale sia l’ingrediente essenziale per l’affermazione della smart city. Per questo motivo, l’edizione 2020 del rapporto ICity Rank di FPA (società di servizi che dal 1990 organizza anche il Forum PA, il più importante evento nazionale dedicato al tema della modernizzazione della Pubblica Amministrazione) analizza la trasformazione digitale delle città italiane, osservandone le espressioni principali: accessibilità online dei servizi pubblici, disponibilità di app di pubblica utilità, adozione di piattaforme digitali abilitanti, utilizzo dei social media, rilascio degli open data, trasparenza, attivazione di reti wi-fi pubbliche, implementazione tecnologie di rete intelligenti. Le città più smart del 2020 sono quelle che più sono riuscite a sviluppare al meglio queste componenti, rafforzando un modello di affermazione della smart city nella sua versione più “adaptive” e “responsive”.

Il risultato? La graduatoria complessiva nell’indice di trasformazione digitale vede sul podio:

  1. Firenze, che eccelle nell’attivazione di app municipali gratuite (ad esempio in ambito cultura/turismo e mobilità), per il numero di dataset liberati in assoluto e in formati interoperabili che sono prerogativa dell’Open Government, per la trasparenza e la qualità nella comunicazione istituzionale e la disponibilità di reti pubbliche;
  2. Bologna, che si fa notare per l’attivazione di app municipali gratuite e di pubblica utilità, per l’adozione di piattaforme abilitanti (SPID, transazioni PagoPa, subentro ANPR) e per la presenza sui social media.
  3. Milano, che si distingue in particolare per l’adozione di piattaforme abilitanti, per il numero di dataset liberati (in assoluto e in formati interoperabili) e per la trasparenza, oltre che una buona disponibilità di wifi pubblico.

Seguono, in ordine di classifica, Roma, Modena, Bergamo, Torino, Trento, Cagliari e Venezia, tutte indicate nel ranking come città con “un livello di digitalizzazione molto avanzato”. La trasformazione digitale delle città è elemento fondamentale anche per la affermazione della smart mobility in tutte le sue declinazioni, per le quali un elevato livello di digitalizzazione è prerogativa.

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L’aumento delle vendite di cargo bike atteso nel 2020 secondo il progetto City changer cargo bike finanziato dall’unione europea