Macchine da costruzione elettriche nel futuro dei cantieri?

Le macchine da lavoro oggi utilizzano per la maggior parte la tecnologia diesel: un potenziale di ammodernamento in ottica di riduzione delle emissioni quindi davvero interessante. Ad esempio, l’escavatore diesel TB 1140 da 14 tonnellate di Takeuchi brucia circa 120 litri di carburante in una giornata di lavoro. Questo carico di serbatoio, con cui una VW Golf potrebbe percorrere circa 1622 km, comporta l’emissione di circa 32 tonnellate di CO2 all’anno. Il fratello completamente elettrico e quindi a zero emissioni del TB 1140 a diesel, l’escavatore Suncar TB 1140E, sviluppato con il contributo della rinomata università ETH di Zurigo, pesa 16 tonnellate e il suo motore elettrico, pari ad un decimo rispetto alla versione diesel, ha una coppia maggiore e quindi più potenza.

Nel settore “off highway” i motori elettrici costituiscono una sempre più valida alternativa al collaudato motore a combustione, per questo numerosi costruttori vi investono corposamente. Il produttore tedesco Deutz, ad esempio, vuole raggiungere dal 5 al 10% delle sue vendite nel settore off-highway con motori elettrici entro il biennio 2023/2024 grazie alla sua strategia “E-Deutz”, con cui punta alla leadership di mercato. In Svizzera l’azienda SUNCAR, fondata nel 2015 come progetto dell’ETH di Zurigo, si è specializzata fin da subito nell’elettrificazione di escavatori. Il primo modello wireless al mondo, alimentato a batteria, ha suscitato grande interesse da parte del pubblico specializzato e oggi l’offerta di escavatori elettrici dell’azienda comprende ben sette modelli. I produttori di macchine da lavoro hanno riconosciuto che gli azionamenti elettrici sono un elemento fondamentale per costituire un portafoglio di prodotti sostenibili e “future ready”. Proprio per supportare e incoraggiare l’elettrificazione dei mezzi “off highway”, Bosch Rexroth ha messo a punto la piattaforma eLion, che offre una gamma completa di componenti per l’elettrificazione delle macchine da lavoro e supporta i costruttori nel processo di transizione. L’idea dietro questa piattaforma? Offrire una soluzione elettrica ai componentisti dell’off-highway, indice della fiducia del gigante tedesco nel fatto che l’elettrificazione sarà la carta vincente anche nel futuro a breve termine.

EDumper
Il gigante “buono” dell’off-highway

Una delle macchine off-highway più grandi al mondo è impiegata vicino a Zurigo, in una cava di roccia destinata ai cementifici. Si chiama EDumper, è stata progettata e realizzata dall’azienda svizzera E-Mining-Heimberg e può trasportare fino a 65 tonnellate di materiale. Elettrico al 100%, il mezzo è il risultato del retrofit di un veicolo Komatsu con motore diesel da 23.000 cc.
Nonostante la stazza, il “gigante” consuma talmente poco che può lavorare due/tre giorni per otto ore senza necessitare di ricarica. Questo anche perché è in grado di recuperare l’energia di frenata a pieno carico in discesa (13% di pendenza) per ricaricare le batterie.
Il risultato? In un anno EDumper ha risparmiato 50.000 litri di gasolio ed evitato l’emissione di 130 tonnellate di CO2. Se si stima che la vita utile di un EDumper è 10 anni, si comprende l’impatto benefico sul clima di tale mezzo.
Con questi numeri il mezzo si ripaga piuttosto in fretta: costa circa 2,5 volte più del mezzo di serie diesel ma si stima l’investimento iniziale possa ripagarsi nel giro di 5 anni.

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Tonnellate CO2, emissioni che un mezzo elettrico come EDumper può risparmiare in un anno
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