L’affinità elettiva tra mobilità elettrica e fonti rinnovabili

Perché in un white paper che tratta di mobilità sostenibile è presente un excursus sul sistema energetico? Perché più ci si addentra nel tema della mobilità elettrica e più risulta chiaro come essa sia indissolubilmente legata al sistema di produzione energetica e alla necessità di trasformarlo in un processo a emissioni zero. Il rapporto tra mobilità elettrica e transizione verso le energie rinnovabili è uno scambio “do ut des”: solo con elettricità da fonti rinnovabili la mobilità diventa davvero sostenibile e in grado di mitigare i cambiamenti climatici. Al contempo l’avvento della mobilità elettrica può essere una soluzione per alcune delle sfide che la transizione rinnovabile si trova ad affrontare, per esempio svolgendo un ruolo importante nell’accumulo dell’energia.

Come? Attraverso un sistema Vehicle-to-Grid (V2G) – come approfondiremo nei paragrafi seguenti – in cui i veicoli elettrici possono essere utilizzati come accumulatori di energia, rendendo la ricarica uno scambio bidirezionale, consentendo alle auto di restituire alla rete parte dell’elettricità immagazzinata nelle batterie per ottimizzarne il funzionamento e compensare l’intermittenza delle energie rinnovabili. In una tale costellazione, la rete non fornisce più semplicemente energia elettrica alla batteria del veicolo, ma considera questa batteria come una riserva da utilizzare per soddisfare eventuali picchi o cali di consumo. Con il V2G, l’utente di un veicolo elettrico può quindi decidere di immagazzinare elettricità quando le tariffe sono più basse e reimmetterla nella rete quando il prezzo sale.

L’affinità elettiva tra mobilità elettrica e fonti rinnovabili - Ultima modifica: 2022-02-12T16:20:00+01:00 da Repower

I COLORI DELL’IDROGENO
Idrogeno, paradigma della transizione energetica?

VERDE

Prodotto con elettricità da fonti rinnovabili (sole, vento, acqua biomasse)

GRIGIO

Può essere lo scarto produttivo di una industria chimica oppure può essere estratto dal metano

BLU

Viene estratto da idrocarburi fossili e l'anidride carbonica che risulta dal processo non viene liberata nell'aria, bensì catturata e immagazzinata

NERO

Viene estratto dall'acqua con elettricità da centrali a carbone o a petrolio

VIOLA

Viene estratto dall'acqua con elettricità da centrale nucleare

Si parla sempre più spesso di idrogeno (intendendo l’idrogeno molecolare, H2) come partner ideale per le rinnovabili nella transizione energetica verso un sistema di produzione climaticamente neutro. Bisogna innanzitutto chiarire che l’idrogeno non è una fonte energetica ma un vettore chimico di energia. Deve essere prodotto utilizzando una fonte energetica e consente l’immagazzinamento dell’energia che può venire poi erogata in altre forme, come elettricità ad esempio. In una strategia di transizione energetica, l’idrogeno può dunque diventare una preziosa batteria di accumulo di elettricità prodotta da fonti rinnovabili. L’idrogeno nella forma molecolare è però piuttosto raro sul nostro pianeta e va prodotto a partire dall’acqua (H2O) con degli elettrolizzatori che, tramite elettrolisi, scindono la molecola d’acqua in idrogeno e ossigeno tramite elettricità. A seconda della fonte energetica usata per generare elettricità, l’idrogeno può essere considerato sostenibile o meno. Per essere considerato un partner coerente delle rinnovabili nella transizione verso sistemi energetici a emissioni zero, l’idrogeno deve essere prodotto esclusivamente con energia rinnovabile, il cosiddetto idrogeno “verde”. Oltre ad avere basse emissioni, l’idrogeno verde ha un grado di purezza più elevato rispetto all’idrogeno prodotto con combustibili fossili. Questo suo vantaggio lo rende adatto all’uso immediato nelle celle a combustibile per i diversi campi di applicazione tra cui anche i trasporti. Attualmente, l’idrogeno “verde” costa da due a tre volte in più dell’idrogeno “blu”. Si prevede, però, che i costi degli elettrolizzatori, i dispositivi necessari per produrre idrogeno utilizzando elettricità e acqua come input, si dimezzeranno nel prossimo decennio grazie a innovazione, miglioramento delle prestazioni e maggiore diffusione.
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