La conquista delle miglia marine? Un’occasione per l’industria delle batterie

Per ridurre in maniera sensibile le emissioni del settore della navigazione queste iniziative – per quanto importanti ed apripista – non bastano, perché i numeri maggiori in termini di traffico e inquinamento li fanno crociere e trasporto merci.
Secondo la Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo, oltre l’80% del commercio mondiale di merci in volume e oltre il 70% in valore è trasportato via mare e gestito da porti marittimi.
Il trasporto internazionale rappresenta circa il 3% delle emissioni globali di anidride carbonica, dato che potrebbe salire drasticamente al 17% entro il 2050 se la tendenza degli ultimi anni continuasse indisturbata.

Anche il boom dell’industria del turismo da crociera è diventato di recente un problema significativo, per l’aumento di navi e quindi di inquinamento. In questo quadro, l’elettrificazione potrebbe traghettare il settore verso una netta riduzione delle emissioni.

Se le soluzioni completamente elettriche stanno diventando opzioni interessanti per la nautica da diporto, per i traghetti e per le navi a corto raggio, dove hanno potuto affermarsi grazie a piccole dimensioni o a rotte cicliche ben definite (che consentono opportunità di ricarica), nelle navi più grandi d’alto mare l’adozione è lenta. La tecnologia delle batterie non consente ancora un passaggio al full electric.

Qui, un’opzione per il medio termine è sicuramente rappresentata dalla tecnologia ibrida che coniuga i vantaggi dell’elettrico – basse emissioni, silenziosità, potenza – con la possibilità di allungare l’autonomia grazie al diesel. Con strategie di pilotaggio intelligenti si può ottenere che il motore diesel funzioni solo il minimo necessario e al massimo dell’efficienza.

Fino ad ora il trasporto marittimo è rimasto escluso dalle normative sulle emissioni, ma anche qui i tempi stanno cambiando e si prospettano all’orizzonte possibili modifiche che obbligheranno anche questo settore a spostarsi gradualmente verso la riduzione delle emissioni.

La necessità di adeguate soluzioni tecnologiche sta creando nuove opportunità per le start-up impegnate del settore dello stoccaggio di energia, come nel caso di Seares, una delle finaliste della terza edizione del Premio Repower all’Innovazione, che ha presentato un’innovativa soluzione di ormeggio.