Il cambio di passo

Sembra dunque che il Coronavirus spingerà nel futuro prossimo l’utilizzo dell’auto a livelli superiori rispetto a quelli dell’era pre-pandemia. Uno scenario impensabile, soprattutto nell’Unione Europea che vuole azzerare le sue emissioni al 2050 e in un Paese – l’Italia – che già detiene un primato negativo in Europa per morti premature causate da inquinamento atmosferico dei 3 inquinanti più pericolosi – polveri sottili, biossido di azoto e ozono.

A meno che non si cambi rotta. La mobilità si trova di fronte alla possibilità di una svolta epocale e la pandemia diventa la chance per un suo ripensamento completo e per una sua trasformazione in un’ottica sostenibile. In un mondo post lockdown, le soluzioni di mobilità devono affrontare aspetti critici, come garantire modalità di spostamento sicure e salutari. I futuri interventi dovrebbero favorire il trasferimento modale e la riallocazione dello spazio urbano, in linea con quanto già previsto nei piani di mobilità sostenibile e prospettato dai target europei del Green Deal.

La mobilità sostenibile passa necessariamente per una riduzione delle emissioni e in questo quadro la mobilità elettrica è un’evoluzione tecnologica imprescindibile, sia per il suo importante contributo alla decarbonizzazione del settore trasporti, sia per il potenziale contributo che la gestione intelligente delle ricariche può dare all’accelerazione della transizione energetica, sia per il miglioramento della qualità dell’aria e dei livelli di inquinamento acustico.

Ciò che secondo il rapporto “La grande occasione per la mobilità a zero emissioni” di Motus-e si prospetta è la costruzione di una nuova “Civiltà della Mobilità” che grazie a elettrificazione, digitalizzazione, sharing e pooling dei mezzi, porterà a nuovi modelli di movimento caratterizzati da un progressivo abbandono della proprietà dei mezzi e da un loro utilizzo solo “quando serve e dove serve”.

Si arriverà così a sperimentare come i veicoli possano dare il loro contributo alla rete elettrica e al progressivo ricorso alla guida autonoma. Insomma, un mondo nuovo sembra essere alle porte.

2050
Anno in cui l'Europa mira a essere un continente a emissioni nette pari a zero

 

La grande occasione per la mobilità a zero emissioni

Motus-E, gennaio 2021