Anche la Cina pensa a riciclo e riutilizzo

Non è solo l’Europa ad aver intuito l’importanza di un’economia circolare per le batterie, sia dal punto di vista ambientale che economico e strategico. È infatti recente l’annuncio della Cina di voler raggiungere le emissioni zero entro il 2060.
Oggi il Paese del Dragone detiene la più grande flotta mondiale di veicoli elettrici, il che è positivo per il raggiungimento di questo obiettivo.

Ma è anche il più grande produttore d batterie, il che mette a dura prova l’approvvigionamento di materie prime chiave come litio e cobalto, di cui non dispone in grandi quantità. Secondo un recente studio di Greenpeace East Asia, tra il 2021 e il 2030 circa 12,85 milioni di tonnellate di batterie agli ioni di litio da veicoli elettrici raggiungeranno il fine vita in tutto il mondo, mentre più di 10 milioni di tonnellate di litio, cobalto, nichel e manganese dovranno essere estratti per nuove batterie se non si troveranno tecnologie alternative.

Il riciclo delle batterie o il loro riutilizzo in mercati diversi da quello dell’auto – come l’infrastruttura 5G e i data center – possono trarre vantaggio dalle batterie agli ioni di litio riutilizzate.

Entro il 2025, i sistemi di alimentazione di backup per le stazioni di telecomunicazioni 5G della Cina potrebbero essere forniti da batterie di seconda vita provenienti da veicoli elettrici. Mentre si aspettano politiche nazionali che spingano in questa direzione, l’industria prende l’iniziativa: CATL e Honda hanno firmato un accordo per avviare discussioni su un’ampia gamma di tematiche tra cui anche il riciclo e il riutilizzo delle batterie; sempre CATL sta sviluppando servizi di sostituzione e manutenzione della batteria; il produttore cinese di veicoli elettrici BYD trasformerà le vecchie batterie da veicoli elettrici in accumulatori di energia per energie rinnovabili attraverso una nuova partnership con una startup cinese e la casa commerciale giapponese Itochu.

2060
Anno in cui la Cina vuole raggiungere le emissioni zero